CHALLENGERS

CHALLENGERS°

Venezia 7-8-9 Giugno 2007

Laboratorio Occupato Morion

a cura di Marco Baravalle e Pai Dusi

“please make some noise!”

  anonymous

 

 

Challengers è zona transgender: mette assieme artisti, critici e curatori, architetti e urbanisti, studiosi e

ricercatori: portatori attivi di istanze critiche. Singoli o collettivi. Autori e post-autori. Agenti del cambiamento.

Simulatori. Hackers e sabotatori. Sfidanti.

Accomunati da spirito critico, necessità di condivisione, prospettiva antagonista e desiderio rizomatico.

Challengers è zona liminale: di chi per scelta o per necessità, lavora nel sottosuolo della comunicazione

mass-mediatica istituzionale. Nelle zone d’ombra, in quegli spazi interstiziali dove l’interrogarsi ha ancora il

potere di problematizzare. Dove si rende instabile ogni schema di definizione. Zona di chi lavora alle

fondamenta del Discorso. Mostrandone le crepe. Minandone le basi.

Challengers è un meeting dalla struttura flessibile, fatto di presentazioni, incontri e scambi: vuole ragionare

come un cluster di comunicazioni possibili, messa in rete di un pensiero delle differenze. Fucina di

soggettività. Luogo di trasformazioni e luogo in trasformazione.

Challengers è zona temporaneamente autonoma (T.A.Z.), non ha interesse a presentarsi come anti-

biennale, ma intende utilizzare la kermesse come pretesto per una accelerazione, per una concentrazione di

forze. Per una espressione di urgenze.

Challengers vive il luogo che abita. Abita il percorso in cui si inserisce. Un percorso fatto di occupazione,

conflitti e autonomia.

Challengers si tiene all’interno del Laboratorio Morion, spazio occupato nel cuore del centro storico di

Venezia (a pochi passi dall’Arsenale e dai Giardini della Biennale). Città in cui anche le forme

dell’alienazione sembrano in ritardo sui tempi, dove i rapporti sociali sono veramente mediati dall’immagine

spettacolare della città museo. Luogo magico in cui tutto (l’arte, la bellezza, l’amore) sembra permesso, il

Laboratorio Morion combatte per riaffermare il diritto ad un possibile che viene negato quotidianamente.

Challengers, come l’opening della Biennale, si tiene contemporaneamente alle mobilitazioni contro il G8 di

Rostock. In quei giorni, oltre ad occuparsi di arte, il Laboratorio Morion funzionerà da amplificatore delle

iniziative contro il summit e, attraverso le dirette di Radio Sherwood, connetterà la città alla Germania.

Challengers può diventare altro.

 

Challengers sarà in diretta (streaming) su:

www.challengersart.org | info: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 
Laboratorio Occupato Morion

Image

Nel cuore di Castello, della Venezia non ancora totalmente devastata dalle speculazioni del turismo di distruzione di massa, spendaccione, idiota. Nel cuore di una città che in nome di questo business ha espulso i suoi abitanti, i suoi saperi, le sue intelligenze, per far largo a vetrine sfarzesche e passerelle di vip. Una città che non riesce ad accogliere i suoi nuovi cittadini che ogni giorno affollano le sue calli: miglaia di studenti, migranti, precari che producono, consumano, pensano, in questa città, ma che non riescono a permettersi un costo della vita che a Venezia ha raggiunto e superato quello di Parigi. Un esercito di invisibili che troppo spesso vorrebbe essere relegato al ruolo di comparsa per uno a caso dei tanti set che spuntano tra calli e campi

Un laboratorio in movimento.
 
Un laboratorio culturale di musica indipendente, di dibattiti e presentazioni di libri con un esperimento unico in città: una libreria ragionata contro la logica da supermarket che ha conquistato tutte le librerie del centro che non sono diventate rivendite di kebab o di murrine. Un Laboratorio di cinema con rassegne di film anteprime pirata, per la liberazione delle idee dalla schiavitù del copyright. Un Laboratorio di comunicazione con studi radiofonici in rete con sherwood e una tv di quartiere. Un Laboratorio artistico che con l'occupazione del Mars Pavillon ha radunato decine di artisti europei.

Un Laboratorio, quindi, e come tale mantiene sempre il suo carattere mobile, aperto, in movimento, sempre in sperimentazione, capace di spaizzare di continuo i dinosauri della cultura cittadina "ufficiale".

Un Laboratorio di movimento.

Di conflitto. Per la dignità e la giustizia. Le nostre lotte partono dalle montagne del sud est messicano dove il primo gennaio del 1994 piccoli fratelli indigeni ci hanno insegnato a farsi vedere calandosi un passamontagna, dove ci hanno insegnato come il modo migliore per aiutarli non sia mandargli scarpe vecchie, ma attaccando il neoliberismo a casa nostra, e la nostra selva è questa, è la metropoli. La nostra selva è fatta di spettacolo e laguna, di precariato e guerra. E di questo parlano le nostre lotte. Reddito, casa, diritti, resistenza sono la molla che ci spinge in strada tutti i giorni ad occupare una casa o una spiaggia, a smontare un cpt o una base militare. Sono la molla che ci ha protato ad assediare otto criminali a Genova, a sfidare le pallottole israeliane in Palestina e le forze speciali francesi nelle banlieau parigine. Le nostre lotte parlano di umanità.

Sulla nostra porta c'è una scritta "Hic Sunt Leones", come nella cartografia romana: qui ci sono i leoni, ovvero: da qui in poi l'impero non comanda più.